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sabato 4 giugno 2011

Davanti a San Guido - Giosuè Carducci

  • Da anni non leggevo Carducci e non lo raccontavo ai miei studenti. Ma questa mattina mi è tornata in mente questa lirica che avevo studiato a memori tanto tempo fa e, potenza del web, l'ho trovata in pochi secondi e me la sono riletta. 
    Certo, il linguaggio ci sembra oggi un po' datato, ma liberandoci dei pregiudizi modernisti, che forse ci derivano da troppa superficiale pratica dell'ermetismo e da poca reale conoscenza della poesia, possiamo sentire in questi versi l'espressione di un'immagine e di sentimenti particolarmente moderni.

venerdì 27 maggio 2011

A palazzo Rari Or - Aldo Palazzeschi

Da vetri oscurissimi
leggera una nebbia viola traspare:
finissima luce.
e s'odon le note morenti
dei balli più lenti.
Si vedon dai vetri
passare volanti
le tuniche bianche
di coppie danzanti.

Palazzeschi è uno dei poeti futuristi che più mi piacciono, considerato che non amo il futurismo. In questo breve componimento si sente forte l'eco di Pascoli, dal quale non si può prescindere quando si parla di onomatopee. "Finissimi" è chiaramente un aggettivo pascoliano (i "finissimi sistri d'argento" di "Chiù"), che Palazzeschi raddoppia nel suono di "oscurissimi"; così pure la "nebbia viola" ricorda la "nebbia di latte" della stessa lirica di Pascoli.Insomma, sembra proprio che l'autore avesse in mente quel componimento del grande Sanmaurese. Tuttavia, con le immagini e le parole di Pascoli, Palazzeschi gioca e le trasforma: dal buio iniziale, così marcato dall'aggettivo superlativo (che tanto piace ai futuristi) messo proprio in finale del primo verso, si arriva alle tuniche bianche dei danzatori, che volano e si intravvedono attraverso i vetri (non più oscurissimi?). Se prima i balli erano lenti su note morenti (un languore, questa volta, un po' dannunziano), alla fine diventano veloci e i ballerini sembrano volare. Forse potremmo immaginare questa lirica come la metafora del passaggio tra la poesia precedente (Pascoli, D'Annunzio) e la nuova poesia futurista, della leggerezza e della velocità. Leggere e veloci sono anche le onomatopee e le allitterazioni, fatte di "s" e di "v" e di un prevalere di "a" nella seconda parte.

domenica 5 dicembre 2010

Giovanni Pascoli - Il Tuono

E nella notte nera come il nulla,
a un tratto, col fragor d'arduo dirupo
che frana, il tuono rimbombò di schianto:
rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,
e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,
e poi vanì. Soave allora un canto
s'udì di madre, e il moto di una culla.

La lirica è costituita da un'unica strofa, formata da sette versi endecasillabi, con schema metrico ABCBCCA, che danno al testo un andamento circolare, chiuso tra le due rime CULLA- NULLA. Queste due parole ci danno anche la chiave di lettura di un componimento che ha come argomento la rappresentazione soprattutto uditiva di un temporale, ma come tema quello carro al poeta: la morte, legata all'immagine della famiglia e in particolare della madre.

domenica 21 novembre 2010

la leggerezza di Calvino e la frivolezza dei tempi

Una grande inascoltata lezione di Italo Calvino, tratta dalle "Lezioni americane":
"...esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza: anzi, la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca
[...]
Se volessi scegliere un simbolo augurale per l'affacciarsi al nuovo millennio, sceglierei questo: l'agile salto improvviso del poeta- filosofo che si solleva sulla pesantezza del mondo, dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza, mentre quella che molti credono essere la vitalità dei tempi, rumorosa, aggressiva, scalpitante e rombante, appartiene al regno della morte, come un cimitero d'automobili arrugginite"

giovedì 18 novembre 2010

Cino da Pistoia e Lucio Battisti

Siamo abituati a pensare a Dante come padre della nostra letteratura e primo nostro grande poeta. Tuttavia, come sempre accade, egli non ha operato nel vuoto, ma è stato preceduto da una tradizione che troppo spesso viene dimenticata. Tanto per fare un piccolo esempio, ecco qui di seguito una lirica d'alto stile predantesco, scritta da Cino da Pistoia; chissà se Lucio Battisti l'aveva letta, prima di scrivere la Canzone del Sole?

mercoledì 29 settembre 2010

Alla Sera - Foscolo, il tempo e la morte

Il sonetto "Alla sera" di Ugo Foscolo mi è sempre apparso come una battaglia tra le forze inquiete della vita e l'immobile pace della morte. Nella prima strofa il poeta si rivolge direttamente alla Sera, con la S maiuscola, personificandola come l'immagine di una fanciulla, della quale dice "a me si cara vieni". Sembrerebbe un appuntamento amoroso,

mercoledì 3 marzo 2010

LUIGI PIRANDELLO - IL FU MATTIA PASCAL

Il romanzo "Il fu Mattia Pascal" è pubblicato nel 1904 ed è ambientato a Miragno, un immaginario paese della Liguria.
La trama:
Il romanzo racconta la storia di Mattia Pascal, che fugge da casa senza dare più notizie di sè, ma per uno strano caso viene ritenuto morto e identificato in un cadavere che è stato ritrovato. Pensa allora di approfittare