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lunedì 6 febbraio 2012

MADAME BOVARY

Stavamo nell'aula di studio quando entrò il preside seguito da un nuovo vestito in borghese, e da un bidello che portava un grosso banco. Quelli che dormivano si svegliarono, e tutti si alzarono in piedi, come colti in pieno lavoro.
Il preside ci fece segno di rimetterci a sedere, poi, voltandosi verso il prefetto, gli disse a bassa voce: "Professor Roger, le raccomando questo allievo; entra in quinta. Se dimostrerà diligenza e buona condotta, passerà tra i grandi dove'è il suo posto, data l'età".
Il nuovo era rimasto nell'anglo, dietro la porta, in modo che lo si vedeva appena; era un ragazzotto campagnolo d'una quindicina d'anni, e più alto di tutti noi. Aveva i capelli tagliati dritti sulla fronte, come un chierichetto di villaggio, e un'aria seria e assai imbarazzata.

(Gustave Flaubert, Madame Bovary, trad. G. Achille, ed. BUR)

sabato 4 febbraio 2012

I verbi irregolari in italiano

I verbi irregolari sono quelli che non seguono, nella flessione, lo schema tipico della coniugazione a cui appartengono. L'irregolarità si può avere:
- nella radice: è il caso di "andare" (io vad-o)
- nelle desinenze: è il caso di "cadere" (caddi, invece di cadei)
- sia nella radice che nella desinenza: è il caso di "vivere" (vis-si, anziché viv-ei)

I verbi irregolari della prima declinazione (- are) sono solo quattro: andare, dare, fare, stare. Tra questi, fare in realtà appartiene più propriamente alla seconda declinazione, perché deriva dal latino "facere" ed assume varie forme tipiche della seconda (ad es. "facevo").
Il maggior numero di verbi irregolari si trova nella seconda declinazione (- ere), mentre non molti sono gli irregolari della terza.
In molti casi, i verbi irregolari sono tali al passato remoto. Ecco alcune curiosità:
- il verbo "dovere" al passato remoto presenta la forma "dovei" e anche "dovetti"
- il verbo "tacere" in alcune forme del passato remoto raddoppia la "c" in "cq": io tacqui, tu tacesti, egli tacque
- il passato remoto di "valere" è: io valsi, tu valesti, egli valse...
e non finisce qui...

giovedì 2 febbraio 2012

IL POEMA DEI LUNATICI - Ermanno Cavazzoni

.Il poema dei lunatici
"C'è stata all'inizio questa cosa stranissima che probabilmente non sarà creduta, ma si trovano scritti in bottiglia nel fondo dei pozzi"

lunedì 30 gennaio 2012

SENZA TITOLO

Si arresta
la scienza
a guardare l'abisso
insipiente
si scopre
del Tutto

mercoledì 20 luglio 2011

Sulla pelle si appiccica il ricordo


Sulla pelle si appiccica il ricordo
freme e percorre languido
l’estate, che impietosa ritorna,
stagione incaricata di sorridere
con l’ottusa felicità dei quindici anni
perpetuamente. E mentre
il mio tempo trascorre inesorabile
sulla pelle il rimpianto s’incrosta
e s’incancrena.