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mercoledì 15 febbraio 2012

Il grande ritratto - Dino Buzzati

Nell'aprile 1972 il professor Ermanno Ismani, di 43 anni, ordinario di elettronica all'università di X, uomo piccolo, grasso, di umor gaio, ma pauroso, ricevette una lettera del ministero della difesa che lo pregava di conferire con il colonnello Giaquinto, capo dell'ufficio studi. L'invito aveva carattere d'urgenza.
Sena lontanamente immaginare di che cosa si trattasse, Ismani, il quale verso l'autorità costituita aveva sempre avuto un complesso di inferiorità, si affettò il giorno stesso al ministero.

(Dino Buzzati, Il grande ritratto, Oscar Mondadori, 1981)

domenica 12 febbraio 2012

La vita e le opinioni di Tristram Shandy gentiluomo

Avrei desiderato che mio padre o mia madre, o meglio tutti e due, giacché entrambi vi erano egualmente tenuti, avessero badato a quello che facevano, quando mi generarono. Se avessero debitamente considerato tutto quanto dipendeva da ciò che stavano facendo in quel momento [...] se essi avessero debitamente soppesato e valutato tutto ciò, ed agito in conseguenza, sono fermamente persuaso che io avrei fatto al mondo una ben diversa figura da quella in cui forse apparirò al lettore.

(Laurence Sterne, La vita e le opinioni di Tristram Shandy gentiluomo, trad. A. Meo, ed. Oscar Mondadori)

venerdì 10 febbraio 2012

Il giovane Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni, sì, proprio il serioso e devoto autore dei Promessi Sposi, non ha avuto un'infanzia modello: non gli piaceva affatto l'educazione che tentavano di dargli i padri Somaschi del collegio religioso dove l'aveva inviato il padre e i suoi insegnanti lo definivano uno studente svogliato. D'altra parte, non è che i suoi genitori si prendessero molta cura delle sue vicende scolastiche: la madre era scappata con l'amante, trasferendosi prima in Inghilterra e poi in Francia e il padre pare che, nonostante l'età avanzata, passasse il suo tempo tra ragazze e gioco d'azzardo!

mercoledì 8 febbraio 2012

Vertigine

Profondo si apre
improvviso un abisso
nelle mie viscere

Stupisco che non mi risucchi
all'istante.
Impietrita, rimango.

E mi afferro
al manico di una vecchia padella
per non precipitare.

martedì 7 febbraio 2012

Era lei, la neve


E un mattino 
appena alzati, pieni di sonno,
ignari ancora,
d'improvviso aperta la porta,
meravigliati la calpestammo:
Posava, alta e pulita
in tutta la sua tenera semplicità.
Era
timidamente festosa
era
fittissimamente di sé sicura.
Giacque
in terra
sui tetti
e stupì tutti
con la sua bianchezza.

(E. Evtusenko)