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sabato 11 settembre 2010

La tentazione fiabesca di Hermann Hesse - 1° parte

Hesse lascia in tutta la sua produzione letteraria la traccia di un doppio disagio: un disagio interiore di fornte ad una scissione del proprio animo che egli cerca ripetutamente di sanare, ed un disagio causato dalla situazione storico- culturale europea a lui contemporanea.
Il conflitto interiore è, secondo un'espressione di Mittner, quello tra pietismo e buddismo, cioè tra lo spirito ascetico della religione della sua infanzia e la sua venerazione delle forze della natura.
Si potrebbe dire un conflitto tra lo spirito ed il corpo,

lunedì 6 settembre 2010

Un'anonima poesia di follia e dolore

Il vuoto che mi hai lasciato, 
come trafitta da vetri di piombo,
che non fanno rumore, 
come uno sparo silenzioso.
Dopo solo lacrime,
gli occhi lucidi su ciglia di cartone. 

Questa lirica, secondo me di un'intensità incredibile, è contenuta nella raccolta nata dal laboratorio di pittura e poesia

domenica 5 settembre 2010

Raymond Carver e l'unheimlich psicologico

Il racconto di Carver dal titolo "La vuoi vedere una cosa?" comincia in un modo che sarebbe piaciuto a Buzzati:
" Ero già a letto quando ho sentito aprirsi il cancello. Mi sono messa in ascolto. Non ho sentito altri rumori. Però quello lo avevo sentito. HO provato a svegliare Cliff, ma dormiva come un sasso. Così mi sono alzata e sono andata alla finestra. Sui monti attorno alla città era sospesa una grande luna. Era una luna bianca e piena di cicatrici (...)"
In una notte qualunque, irrompe l'elemento unheimlich, inquietante, del racconto fantastico.

lunedì 30 agosto 2010

Artale, il Barocco e i reality show

Giuseppe Artale è un poeta barocco, nato a Castello di Mazzarino nel 1628 e morto a Napoli l'11 febbraio 1689. Nella raccolta L'allor fruttuoso inserisce anche il sonetto Il Mondo:
Mondo è un teatro, in cui tragica scena
ha nel'atto fina crudo accidente

venerdì 27 agosto 2010

Leopardi, la natura e il desiderio di infinito

Leopardi, lo sappiamo, descrive la natura come una matrigna che promette e poi non mantiene, che ispira nel cuore dell’uomo un desiderio di felicità destinato a restare per sempre inappagato e quindi ad essere generatore di infinita sofferenza. Tuttavia,