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lunedì 6 settembre 2010

Un'anonima poesia di follia e dolore

Il vuoto che mi hai lasciato, 
come trafitta da vetri di piombo,
che non fanno rumore, 
come uno sparo silenzioso.
Dopo solo lacrime,
gli occhi lucidi su ciglia di cartone. 

Questa lirica, secondo me di un'intensità incredibile, è contenuta nella raccolta nata dal laboratorio di pittura e poesia

domenica 5 settembre 2010

Raymond Carver e l'unheimlich psicologico

Il racconto di Carver dal titolo "La vuoi vedere una cosa?" comincia in un modo che sarebbe piaciuto a Buzzati:
" Ero già a letto quando ho sentito aprirsi il cancello. Mi sono messa in ascolto. Non ho sentito altri rumori. Però quello lo avevo sentito. HO provato a svegliare Cliff, ma dormiva come un sasso. Così mi sono alzata e sono andata alla finestra. Sui monti attorno alla città era sospesa una grande luna. Era una luna bianca e piena di cicatrici (...)"
In una notte qualunque, irrompe l'elemento unheimlich, inquietante, del racconto fantastico.

lunedì 30 agosto 2010

Artale, il Barocco e i reality show

Giuseppe Artale è un poeta barocco, nato a Castello di Mazzarino nel 1628 e morto a Napoli l'11 febbraio 1689. Nella raccolta L'allor fruttuoso inserisce anche il sonetto Il Mondo:
Mondo è un teatro, in cui tragica scena
ha nel'atto fina crudo accidente

venerdì 27 agosto 2010

Leopardi, la natura e il desiderio di infinito

Leopardi, lo sappiamo, descrive la natura come una matrigna che promette e poi non mantiene, che ispira nel cuore dell’uomo un desiderio di felicità destinato a restare per sempre inappagato e quindi ad essere generatore di infinita sofferenza. Tuttavia,

domenica 22 agosto 2010

Steinbeck e l'umorismo pirandelliano

Nel XIII capitolo di Pian della Tortilla ho trovato un esempio di quello che, secondo me, Pirandello intendeva per umorismo, nel suo famoso saggio:
La signora Teresina Cortez e i suoi otto figli e la sua vecchia genitrice vivevano in una graziosa baracca sull'orlo della ravina profonda che limita a mezzogiorno il Pian della Tortilla. Teresina era una piacente incarnazione di donna matura: e non aveva, invero, che trent'anni.